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Feste e Tradizioni

 

La festa, dal latino Festum, forma arcaica di Feriae, la sospensione dal lavoro in onore della divinità, rappresenta fin dall’antichità un elemento di divisione e di controllo del tempo. La sua origine è da collegare ad un avvenimento mitico di cui si vuole conservare il ricordo nella storia. Una comunità, celebrando con speciali riti il giorno festivo, segna un momento di separazione di un periodo dell’anno da un altro e differenzia il tempo ordinario delle attività pubbliche e private, da quello straordinario delle celebrazioni e delle commemorazioni. In origine era il succedersi delle stagioni e il calendario delle attività agricole a scandire le feste più importanti dell’anno. L’alternanza della morte e della rinascita, presenti nel ciclo agrario, si possono ritrovare a livello simbolico in tutte le manifestazioni, sacre o profane, del calendario festivo del mondo pagano. Con la cristianizzazione si assiste ad un lento e graduale processo sincretico, ad un mimetismo delle feste della Chiesa che spesso si sovrappongono, trovando una ideale continuità, a quelle in onore degli dei. Nel corso dell’anno, in Italia si svolgono un gran numero di feste, di rievocazioni storiche, di commemorazioni, di processioni religiose, di fiere e sagre; non esiste paese che non abbia la sua festa patronale, alcune di antica origine, altre più recenti. Le celebrazioni più rilevanti e diffuse sono comunque quelle legate al calendario liturgico della Chiesa, che fin dal II-III secolo ha fissato le date solenni da ricordare anche nel calendario civile. La Pasqua è una delle feste cristiane più antiche, dalla cui fissazione (ovvero la domenica seguente al primo plenilunio dopo l’equinozio di primavera) dipendono molte altre importanti ricorrenze, come ad esempio la Pentecoste. L’Epifania prima, ed il Natale dopo, furono introdotte più tardi. Attorno a queste date solenni furono poi fissate, sia come preparazione, che come conclusione, molte altre feste. La Quaresima, il periodo di sei settimane preparatorio al Battesimo che avveniva alla vigilia della Pasqua, conserva nel tradizionale rito dell’aspersione il valore di rigenerazione per il passaggio ad una nuova vita, per mezzo della Redenzione che la Pasqua rappresenta. Tutti i rituali legati all’acqua, benedetta e non, praticati in questo periodo, sono da mettere in relazione ad un significato di purificazione. Molteplici e non sempre chiari sono i simbolismi presenti nelle feste tradizionali italiane, che scandiscono con regolarità il "tempo quotidiano", sopravvivendo faticosamente alla modernizzazione, e che, nell’imporre pratiche e divieti e nella loro spettacolarizzazione, esprimono il sacro e il profano nella forma più immediata e popolare. Uno degli aspetti essenziali del "tempo festivo" è in ogni caso la periodicità e la eccezionalità dell’evento da festeggiare, che rompe i ritmi della vita lavorativa. La trasgressione e gli eccessi sono ammessi solo in un tempo breve e ritualizzato, come ad esempio durante il Carnevale, festa in cui il caos è ammesso solo in quanto alla fine si ricostituisce l’ordine primitivo. La celebrazione della festa è comunque un importante elemento di identificazione e di coesione della comunità che, abitualmente dispersa, si ritrova nel giorno stabilito per parteciparvi secondo rituali stabiliti, semplici o complessi che siano.

 

Calendariali

La festa ha una funzione regolatrice, poiché definisce, nel ciclo dell’anno e nel ciclo della vita, le occasioni di celebrazione collettiva di eventi significativi, per la società e per l’individuo. La festa è quindi strettamente collegata al calendario. Originariamente, nelle società contadine e tradizionali, le feste calendariali corrispondevano alle fasi del lavoro agricolo e ai relativi cicli stagionali. Ai rituali di carattere stagionale, tipici delle società agricole precristiane, si sono spesso sovrapposti gli eventi festivi del calendario liturgico. Nella religione cattolica il ciclo dell’anno viene scandito da un susseguirsi di festività, che rappresentano ritualmente il contesto mitico-simbolico sul quale si fonda la fede: le feste religiose hanno infatti la funzione, attraverso la ricorrenza e la ripetizione, di produrre e regolare il sistema di credenze e di valori al quale appartengono. Si possono considerare feste liturgiche per eccellenza quelle feste, a data fissa o mobile, che hanno la caratteristica di essere identificate immediatamente con un determinato istituto liturgico cattolico, come il Natale, la Pasqua, la Pentecoste, il Corpus Domini e così via, che ripropongono i temi fondamentali della fede. Ma nel calendario festivo dell’anno, oltre alle ricorrenze della liturgia cattolica, vi sono feste nelle quali non prevale l’elemento religioso: il Capodanno, il Carnevale, le feste primaverili sono eventi di fondamentale importanza nel ciclo annuale, che rappresentano una "sacralità" non riconducibile a forme ufficiali di religione, le cui radici si possono individuare nelle espressioni religiose di tipo arcaico precristiano, ricche di rituali agrari e propiziatori.

 

Mariane

Tra le feste del calendario liturgico risultano tuttora molto vive e assai partecipate le feste mariane. Uno dei motivi è il rilancio del culto della Madonna ad opera delle istituzioni ecclesiastiche. Le feste mariane sono sempre collegate a uno spazio sacro, costituito dalla chiesa edificata sul luogo dove si è verificato il miracolo, in seguito all'apparizione della Madonna. In molti casi la festa mariana rientra nel ciclo delle feste patronali estive, soppiantando per alcuni aspetti la festa del patrono. Al culto partecipano soprattutto i membri della comunità appartenenti al luogo dove sorge la chiesa che conserva l'immagine sacra. Altre volte, soprattutto quando il culto ha forti elementi magico-terapeutici, la chiesa diviene un vero e proprio santuario, dove il giorno della festa si recano in pellegrinaggio i fedeli, provenienti da aree geografiche molto ampie. Generalmente le feste mariane si svolgono nel mese di maggio e nel periodo estivo tra agosto e settembre.

 

Patronali

Le feste patronali fanno parte del calendario liturgico: generalmente sono a ricorrenza fissa, ma in alcuni paesi, soprattutto negli ultimi anni, la festa del santo patrono viene spostata nella giornata di domenica, per permettere una maggiore partecipazione. Ogni città o paese ha un suo santo patrono, che difende e protegge gli abitanti e il territorio. Nella tradizione popolare il patrono è specializzato per la protezione dagli eventi negativi e per la cura di determinate malattie: San Biagio per il mal di gola, Sant'Egidio per i terremoti, San Rocco per la peste e così via. Oggi il ricorso al santo, per porre rimedio a questi eventi o prevenirli, è meno significativo, ma la festa patronale viene celebrata da tutta la comunità: la partecipazione collettiva consente agli individui di riconoscersi, attraverso il culto del santo, come appartenenti a un medesimo gruppo e a una medesima cultura, favorendo in tal modo il senso d’identità.

 

 

 

Fonte

www.ambientece.arti.beniculturali.it

 

 

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