A festa r’e cetrole

‘Na vot, tant’anni fa…..

Cosi racconta chi in quella strada, via IV  Novembre, ha vissuto la sua giovinezza e quella festa la ricorda ancora. E’ il racconto di chi nasce nel ’32, negli anni a cavallo tra le due Guerre, tempi in cui per molti regnava tanta miseria, ma si aveva anche una grande dignità. “A chill tiemp”, così inizia la voce narrante, non c’era niente, tutta campagna. La cappella, superba e dignitosa, era lì ad aspettare il contadino che  prima di avviarsi verso i campi offriva, come segno di protezione per l’intera giornata, un segno di croce, una  breve recita del rosario o semplicemente  un inchino. Il mese di Luglio, il 2 con l’esattezza, proprio lì si celebrava la messa in onore della Madonna. Eh si, la santa messa, “A mess a Maronn”, officiata dal parroco di quell’epoca, Monsignor Michele Buro. Ricordo ancora “a iurnata ‘e festa”, dato da  “Romolo ὁ  fuchist”  con i fuochi pirotecnici per annunciare  il grande giorno; e poi  le offerte, “pè accocchià” il denaro per  la messa. In quella giornata  i cetrioli, che maturavano proprio in questo periodo, venivano offerti “dint’e cupell chien e acqu”, stracolme, poste fuori ai portoni delle case “o’ dint o lavatur”, utilizzato dai ragazzi  in estate per rinfrescarsi dalla calura. A quei tempi, l’autostrada, nemmeno a pensarla. Il paesaggio era molto diverso. “Annanz a’  Maronn nu’ canciell e lignamm” consumato dal tempo… Negli anni ’70 la festa riprese grazie ad un gruppo di giovani, che con tanta  passione e amore per la tradizione, ridiede vita  “a festa r’ e cetrole”.

Origini e proprietà  del Cetriolo

Le prime coltivazioni di questo ortaggio, risalgono a circa 5000 anni fa ed erano situate ai piedi dell’Himalaya. Appartenente alla famiglia delle Cucurbitacee, la pianta fu probabilmente introdotta nel mediterraneo dagli Egiziani. Può sembrare un  semplice ortaggio, ma in realtà  il cetriolo è un ottimo alleato per la salute generale dell’ organismo, per le varie sostanze in esso contenute come l’acido tartarico. La proprietà di questo acido e quella di impedire ai carboidrati dei prodotti alimentari, immessi nel nostro organismo, di trasformarsi in grassi. Non a caso i dietologi consigliano il consumo del cetriolo nelle diete. Gli specialisti suggeriscono addirittura di mangiarlo abbinato al pane integrale per esaltarne totalmente la sua efficacia come prodotto altamente dietetico. Con pochissime calorie, è  un buon diuretico e un valido disintossicante.

Simbologia

L’allegoria e l’uso di immagini simboliche era uno strumento importante nell’iconografia religiosa, in particolare quando affreschi e quadri nelle chiese costituivano il mezzo di comunicazione più efficace a fronte dell’ analfabetismo dominante, Ogni  immagine doveva portare con se un ampio bagaglio simbolico per ricordare i principi della fede, in grado di per se di produrre emozioni estetiche e sentimentali. Troviamo così, dal ‘400 in poi, varie interpretazioni pittoriche mariane con allegorie unite a frutta ed ortaggi. Uno degli esempi e “La Madonna col Bambino” del pittore veneto Carlo Crivelli (1430 circa – 1494 circa). L’opera, estremamente dettagliata, trae ispirazione da quella fiamminga per la ricchezza di particolari, come quelli che si notano in primissimo piano, appoggiati sulla balaustra di marmo. “IL garofano rosso, collocato verticalmente, è il fiore di Dio, mentre il cetriolo, collocato sotto il braccio di Maria celebra la purezza della madre di Gesù: un elogio alla verginità”.1

Curiosità

Un’ antica tradizione simile alla nostra era ad Ottaviano, comune di Napoli, dove si svolgeva una festa analoga nei pressi di una Chiesa dedicata alla Madonna delle Grazie, in via delle rose. Con la Seconda Guerra Mondiale la Chiesa subì seri danni ed abbattuta qualche decennio dopo. Qui, il 2 luglio, si celebrava un rituale chiamato comunemente “a festa r’e cetrole”. In quel giorno si usava che ogni fidanzato regalasse alla propria amata un cetriolo, in cui venivano infissi dei semi di zucca infornati 2

1) La storia generale della frutta fra arte curiosità e letteratura.pdf 
2) C. Corvino - Guida insolita della Campania - vol 2° 

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